Fusione delle due Nocera: uno sguardo (a ritroso) al termometro dei sentimenti

Lo strumento del sondaggio d’opinione come rilevatore e misuratore della pubblica opinione va utilizzato con molta cura, e deve essere fatto il possibile affinché esso non si presti a strumentalizzazioni di ogni tipo.

Io l’ho imparato sul campo quando realizzai, ormai più di cinque anni fa, il primo sondaggio avente ad oggetto la Fusione delle due Nocera. Il lavoro rappresentava la parte sperimentale della mia tesi di laurea, ed avevo perciò un interesse puramente accademico, che ben si guardava dal considerare gli effetti politici che la pubblicazione dei risultati (qualunque essi fossero stati) poteva avere.

La rilevazione ebbe luogo in un momento in cui il tema non era caldo come oggi: certo, se ne era parlato in campagna elettorale a Nocera Inferiore, ma non era uno dei temi fondamentali di quel periodo. Ho sempre ribadito, proprio per un principio di massima correttezza e per non prestare il mio lavoro ad alcuna strumentalizzazione, che i risultati di quel momento (che vedevano la maggioranza della popolazione intervistata essere favorevole alla fusione) potevano essere validi solo allora ed essere radicalmente mutati anche a distanza di un solo anno.

Ciò nonostante, con gli amici dell’Osservatorio Politiche Giovanili di Nocera si decise di portare il tema all’attenzione dell’opinione pubblica, affinché la classe politica delle due cittadine iniziasse a discuterne seriamente, in un periodo in cui il dibattito sul tema latitava. Come gruppo di giovani professionisti ci impegnammo quindi a realizzare due distinti convegni nelle aule consiliari delle due Nocera, scelte come luoghi simbolici in quanto massimamente deputati alla partecipazione pubblica. Due convegni in cui fu scelto non solo di esporre i risultati del sondaggio, ma anche di portare alcuni contributi intellettuali di spessore: cito i lavori dell’Avv. Fabio Barba sui riferimenti normativi dell’istituto della Fusione di Comuni e del dott. Salvatore Barba avente ad oggetto i possibili effetti economico-finanziari sui Bilanci comunali.

Per quel che riguarda il mio lavoro, ho detto più volte che i risultati di allora non sono più validi oggi; ma al di là del discorso Fusione, voglio esporre un altro interessante risultato che emerse dalla rilevazione, che potrebbe non essere mutato molto nel corso di questi anni.
Tale risultato riguarda i sentimenti di profonda insoddisfazione dei cittadini delle due Nocera nei confronti della qualità e della quantità di una serie di servizi, pubblici e non.

Quali erano i tre servizi che i cittadini ritenevano di maggiore importanza? Al primo posto si trovava la gestione del ciclo dei rifiuti, al secondo posto la sanità e al terzo le politiche per il lavoro.
E qual era la soddisfazione dei cittadini per i servizi che ricevevano? Attraverso la combinazione di vari indicatori, fu possibile ricavare un indice sintetico di soddisfazione, che non raggiungeva il 4 su 10 in entrambe le città (appena meglio a Nocera Superiore). Insomma, un giudizio ampiamente insufficiente. Per chi avesse maggiore curiosità allego il grafico con tutti gli indicatori e la distinzione per le due città.

Certo, da allora sono passati cinque anni e le due amministrazioni comunali potrebbero aver apportato miglioramenti alla qualità della vita dei cittadini: sarebbe interessante sapere oggi qual è il grado di soddisfazione di questi ultimi, come base di partenza per un dibattito referendario serio attorno all’idea di Fusione.
Il Referendum sarebbe infatti un’occasione eccellente per parlare delle problematiche delle due città, prescindendo dai condizionamenti partitici che invece sono presenti nel caso delle elezioni comunali. E’ anche per questo, che si sia favorevoli o contrari alla Fusione, che il Referendum andrebbe promosso, in modo da aprire una discussione ampia e partecipata attorno ai problemi delle due comunità e alle loro soluzioni.

Luca Denis Nota