Dietro tutto questo ci sono io ed i tanti appassionati ed innamorati della propria terra che sacrificando affetti, denaro e tempo libero si dedicano al raggiungimento dell’obiettivo più nobile che un NOCERINO dovrebbe avere, ossia fornire un contributo per ridare dignità ad una terra martoriata dall’eterna sudditanza nei confronti di tutti. In 167 anni di esistenza, di nulla storico, noi che viviamo la quotidianità entro gli attuali confini di Nocera Superiore, non abbiamo ancora trovato un progetto più bello di quello che stiamo mettendo in piedi. Il progetto in questione non prevede certo la sommatoria delle due mediocrità attuali ma la creazione di una nuova città, la capitale dell’agro nocerino in cui l’attuale Nocera Superiore entrerebbe a pieno titolo dopo esserne rimasta fuori fino ad ora a causa della divisione SUBITA che ci ha fatto diventare periferia di noi stessi, città dormitorio da sempre e senza prospettiva lavorativa alcuna.

Questo progetto che farebbe da pilastro alla futura città dell’agro, prevede lo spostamento del baricentro verso gli attuali confini di Nocera Superiore facendo arrivare qui sul territorio le istituzioni ed i servizi che non abbiamo mai avuto.

Corriamo il rischio che arrivino le scuole e che si incrementi il commercio, corriamo il rischio che i carabinieri non siano costretti allo sfratto, corriamo il rischio di creare un parco archeologico che partendo dal Santuario di Materdomini ed arrivando a Santa Chiara, diventi il secondo più esteso della Campania dopo Paestum, corriamo il rischio di vedere apprezzato il patrimonio immobiliare di ogni singola abitazione del 30%, corriamo il rischio di mandare a casa il 50% dell’odierna classe politica presente sulle due città con tutti i risparmi del caso, corriamo il rischio di selezionare di conseguenza una classe dirigente più capace perché non basterà più alzare il telefono e tra parenti ed amici mettere insieme 2 – 300 voti e diventare consigliere comunale, corriamo il rischio di diventare la seconda città più grande della provincia, l’ottava della Regione Campania e quindi, tra l’altro, avere un peso politico rilevante presso questa istituzione, corriamo il rischio che si fermino i treni ad alta velocità e si crei una metropolitana interna che favorisca gli spostamenti oggi impossibili da effettuare in assenza di autovetture private, corriamo il rischio di ricevere soldi dall’Unione Europea in quantità tale che oggi avendo 24.390 abitanti ce li sogniamo e che possiamo utilizzare per creare le infrastrutture necessaria alla nostra città (nel 2017 secondo dati A.N.C.I., le 19 città medie, quelle che superano i 50.000 abitanti, hanno ricevuto 238 milioni di euro) , corriamo il rischio che a questi soldi se ne aggiungano altri 2 milioni di euro all’anno per 10 anni provenienti dallo Stato, corriamo il rischio di toglierci gli schiaffi da faccia presi 167 anni fa da un governo assoluto e rimedieremo a questo torto avvalendoci di uno strumento democratico quale il referendum in cui, a differenza di allora, si pronuncerà tutta la popolazione nocerina, corriamo il rischio di ritrovare la nostra identità che per metà dal 1′ gennaio 1851 si trova da via Firenze in giù, corriamo il rischio di diventare NOCERA.
Meditate gente, meditate…

Massimiliano Fasolino

CHE TU SIA FAVOREVOLE O CONTRARIO,
A NOI INTERESSA LA TUA OPINIONE

Per questo il Comitato per il Referendum ha deciso di dare voce ai cittadini delle due Nocera pubblicando un questionario on line sul tema, ed invita tutti i nocerini a rispondere alle domande proposte ed a diffondere l’iniziativa: maggiore sarà la partecipazione e più attendibile sarà l’esito di quello che speriamo possa diventare il primo grande sondaggio sul tema della fusione delle due Nocera.

Chiediamo a tutti di dedicare pochi minuti del proprio tempo ad un’iniziativa che riteniamo possa essere utile strumento di confronto e di dibattito.

 

 977 INTERVISTATI
Dati aggiornati al 02/07/2018

Il comitato

Il Comitato per il referendum consultivo per la fusione delle due Nocera nasce dall’incontro di cittadini e di associazioni di Nocera Superiore e di Nocera Inferiore che hanno come scopo finale quello di sollecitare l’avvio dell’iter legislativo previsto per la fusione dei comuni e quindi l’indizione del referendum consultivo che chiami i Nocerini tutti a pronunciarsi sulla fusione delle due Nocera e dunque sulla nascita di una nuova grande Nocera.

Al fine di raggiungere il suo scopo, il Comitato si propone di analizzare il percorso legislativo per l’indizione del referendum, di approfondire le conseguenze che la fusione delle due città comporterebbe per i cittadini,di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini, le associazioni, le istituzioni nell’iter amministrativo previsto per l’indizione del referendum, di promuovere iniziative pubbliche e private per l’adesione al Comitato, di contribuire alla realizzazione di uno studio di fattibilità che analizzi tutti gli aspetti della fusione e di partecipare alla stesura dello Statuto del nuovo Comune originato dalla fusione delle due Nocera.

Gli organi del Comitato sono i due Copresidenti, uno residente a Nocera Inferiore e l’altro residente a Nocera Superiore, l’ Esecutivo e l’Assemblea dei Promotori. Chiunque condivida gli scopi del comitato può aderire come promotore , partecipando così all’assemblea dei Promotori e alla vita del comitato, ovvero come semplice sostenitore, nel qual caso verrà messo a conoscenza delle iniziative che il Comitato assumerà di volta in volta per raggiungere le sue finalità.

Il Comitato per il referendum sulla fusione delle due Nocera ha aderito al Coordinamento Nazionale Fusione Comuni (www.fccn.it), un’associazione che raccoglie al suo interno i vari comitati sparsi per l’Italia che si occupano appunto di fusione tra comuni. L’adesione al Coordinamento Nazionale Fusione Comuni ha permesso di arricchire le conoscenze sulla materia, di avvalersi di professionalità che in tutta Italia si occupano di fusione tra comuni, di attivare un prezioso scambio di informazioni sulle varie esperienze di fusione che sono in corso di realizzazione o sono state già realizzate lungo l’intera penisola italiana.

L’idea della riunificazione delle due Nocera nacque già all’indomani della divisione della città; ripresa più volte corso dei decenni successivi,essa viene definitivamente rilanciata dal Comitato anche perché le attuali norme tendono ad agevolare la fusione tra comuni.

Abitiamo a Pareti o a Cicalesi, a Porta Romana oppure a Piedimonte, a San Clemente o alla Rendola, ma tutti comunque siamo già parte dell’unica grande comunità nocerina.
Tocca dunque soltanto a noi Nocerini fare la Storia trasformando finalmente in realtà il sogno di una grande Nocera.